
Ah Triskelion… How many things you mean to me!
”Alla difficile bellezza dei sì a corpo morto.
Vaghe stelle dell’orsa minore.
Is this enough enough?
Non ancora.”
“È Natale da fine ottobre: le lucette si accendono sempre prima, mentre le persone sono sempre più intermittenti. Io vorrei un dicembre a luci spente e persone accese.”
Chissà quante forme dolorose, mutile, frammentarie della vita esistono, come quella artificiosamente incollata, frettolosamente inchiodata degli armadi e dei tavoli, legni crocifissi, martiri silenziosi della crudele ingegnosità umana. Orribili trapianti di razze d’alberi estranee e avverse, incatenate le une alle altre in un’unica infelice individualità.
Non ti ho mai portata da Madame Léonie a farti leggere la mano, forse avevo paura che scorgesse nella tua mano qualche verità su di me, perché sei sempre stata un terribile specchio, una spaventosa macchina di ripetizioni,
e ciò che chiamavamo amarci forse fu che io ero in piedi davanti a te, con un fiore giallo in mano, e tu reggevi due candele verdi e il tempo soffiava contro i nostri volti una lenta pioggia di rinunce e addii e biglietti di metrò.